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Davanti a tutti

Faccio visita al mio amico vicepreside.
Mi ha parlato in modo molto malizioso di come le nuove professoresse siano molto disponibili ed abbiamo deciso di fare un gioco.
Adesso siamo nell'aula docenti e attendiamo il suono della campanella divertiti per quello che succederà tra poco.
Ha appena diramato a tutte le insegnanti una convocazione per un'ispezione e a breve saranno tutte qui.

Il suono della campanella e gli alunni sciamano fuori dall’aula. Si sente il suono tumultuoso dei ragazzi che corrono fuori al termine delle lezioni.
Pochi minuti e le professoresse iniziano ad entrare nell'aula docenti.
Seduti al tavolo le guardiamo sfilare e posizionarsi davanti a noi in attesa, tutte rigorosamente con la divisa imposta da questa scuola rigida e attenta all’ etichetta: calze scure, scarpe con tacco 8, gonna appena sotto il ginocchio, camicia e giacca, capelli raccolti e registro sotto braccio.
Sono tutte tese e preoccupate: anche se l'ispezione è citata nel regolamento della scuola, nessuna di loro ha mai assistito a questa operazione.

Passano alcuni minuti e le professoresse sono tutte in fila, tutte tranne una ritardataria.
Il vicepreside su mia indicazione comunica che l'ispezione ha inizio e chiede alle professoresse di mettere il registro sulla cattedra e sfilare la giacca.
Obbediscono ammutolite ed un po’ sorprese, ma nessuna di loro osa dire una parola.
E' un lavoro di prestigio e sono disposte a sopportare anche questo pur di poter avere sul loro Curriculum questa esperienza lavorativa.

Prendo i registri ed inizio a sfogliarli con fare curioso.
Nel frattempo le professoresse vengono chiamate una ad una ed invitate a togliere la gonna e la camicia.
Un mormorio inizia a salire nella stanza per la richiesta alquanto anomala...ma un severo richiamo della mia bacchetta riporta l'ordine.
Timorose ed obbedienti lasciano cadere i loro abiti mostrando quanto può essere fantasiosa e perversa la mente di una donna nel nascondere sotto anonime divise completini decisamente sensuali ed eccitanti.

Quel piccolo spazio di arbitrarietà lasciato aperto dal regolamento è sfruttato al meglio e così mi ritrovo a guardare 7 stupende femmine seminude che in silenzio fissano le mie mani.

Si va dalla guepière alle autoreggenti, passando per improponibili collant e culotte. Le scarpe quasi tutte dei décolleté . Battendo appena la bacchetta tra le mani mi alzo ed inizio a passarle in rassegna come un generale di brigata, o forse come uno stalliere che passa davanti ai suoi cavalli. Di tanto in tanto con la bacchetta accarezzo i fianchi di una o dell'altra e noto reazioni di imbarazzo miste ad eccitazione.
Sono tutte tese ed aspettano impaurite quello che dovrà succedere.


All'improvviso si apre la porta ed una ragazza spaventata ed affannata fa capolino.

La sorpresa nel vedere quello che sta succedendo si legge chiara nei tuoi occhi.
Giovane, esile ma ben formata,sei decisamente interessante. Il vicepreside ti fa cenno di spogliarti e raggiungere le altre; tu frettolosa esegui.

E' decisamente evidente che sei molto più sensuale delle altre ed interpreti al meglio il rigore imposto dalla divisa della scuola.
Autoreggenti scure con fascia nera, scarpe décolleté con allacciatura alla caviglia, slip e reggiseno neri che mettono in bella mostra il tuo corpo.
Sei quello che cercavo.

Mi avvicino e inizio a premere con la mia bacchetta nodosa tra le tue cosce.
La faccio scivolare e salti quando i nodi strusciano tra le labbra della figa,
premendo sul tessuto degli slip,che risulta quasi inesistente per quanto sei fradicia!

La situazione ti ha eccitata da subito e mi fissi con i tuoi occhi fieri di femmina, che lasciano trasparire il tuo desiderio di abbandonarti alle mie mani.

Con la punta della bacchetta premo sul clitoride e sulla fessura. Faccio entrare il tessuto tra le mucose, facendoti bagnare ancora di più…
Resti immobile perchè hai capito il gioco e ti mordi le labbra. Hai i muscoli tesi.
Come se tu non esistessi, mi rivolgo al vicepreside:
“Guarda che cagna, questa, lo sapevi che era così?….Guarda come gode mentre le infilo la bacchetta dentro!!”
E premo sempre più velocemente.
Poi inizio a schiaffeggiarti la figa con la bacchetta e hai delle contrazioni all’addome, so che sei ad un passo dall'orgasmo ma ti trattieni, fiera di obbedire, fiera di essere trattata come una vacca al mercato delle bestie, fiera di essere l'oggetto delle mie attenzioni.

Continuando ad ignorarti, mi rivolgo a lui:
“Vuoi vedere adesso come esplode?”
Ti metto una mano tra le cosce , infilo due dita tra le piccole labbra, tenendo il perizoma tra le dita….le spingo fino in fondo e premo col pollice sul clitoride…Sei fradicia, sei un lago e sento le contrazioni delle tue labbra sulle dita.
Non riesci più a trattenerti e in un colpo solo esplodi e urli, squirtandomi in mano davanti a tutte, che stanno colando dalla voglia.
Mi rivolgo al vicepreside:
“Ok, ho deciso: prendo questa!”
E a te:
“Rivestiti, ora sei mia!” e ti bacio.

Ti svegli nel tuo letto sudata e fradicia tra le gambe: pensi ad un sogno e sorridi....ma un rumore di passi in cucina ti fa sussultare.

La visita inaspettata

La bidella bussa alla porta e ti dice che c'è una persona che ha chiesto di te nell'aula docenti.
L'ora di lezione è quasi finita e le rispondi di farla aspettare, sei ancora stanca per gli impegni delle ultime due settimane.
Quella gita ti ha un pò sconvolta, forse per le responsabilità, forse per gli orari, o forse per i lunghi dialoghi notturni.
Quei dialoghi che hanno in qualche modo messo in discussione qualcosa, quelle parole che non sei riuscita a tenere fuori, a far rimanere solo parole.
Ed ora chi è questo scocciatore che alle 13 del solito mercoledì pieno di impegni viene a disturbarti.
La campanella suona e gli studenti abbandonano l'aula di corsa, per loro la giornata è finita, per te è ancora solo all'inizio e non sai cosa ti aspetta.
Raccogli le tue cose, il registro, un cappottino leggero che appena arriva a coprire la gonna ampia.
Cammini distratta e sbuffando, con la sinistra tieni le tue cose e con la destra cerchi di sistemare i capelli.
Apri la pesante porta dell'aula docenti, a quest'ora completamente vuota,
lasci cadere rumorosamente il registro ed il cappotto sul tavolo
e sbuffi stizzita verso quella persona che sta guardando nel cortile affacciata alla finestra.

- "
Buongiorno, al bidella mi ha detto che ha chiesto di me"
- Senza voltarsi risponde "Si ho chiesto di te professoressa XXXXXXX".
Con tono ancora più stizzito per il tono diretto e quel TU così confidenziale:
"
Bene può dirmi con chi ho il piacere di parlare e come mai ha chiesto di me?"

sei molto irritata da questa situazione, e le tue reazioni sono piene dello stress accumulato negli ultimi giorni e
da una stato d'animo turbato, che non ti abbandona da quel giovedì in cui la notte ti sei trovata davanti ud un fatto che volutamente stavi ignorando.

Ti avvicini per cercare di scorgere il volto di quella figura che ora è in silenzio immobile.
Una voce nuova e sconosciuta, con un accento non definito, e quell'atteggiamento strafottente aumentano ancora di più la tua rabbia.

Sei ad un passo allunghi la mano sulla spalla..."
Senta non sono qui per..."
Non riesci a completare la frase.
La persona si volta ed una fitta ti paralizza.
- "Non sei qui per cosa? Continua professoressa"
Ti afferro il polso e mi avvicino quasi a sfiorarti.
- "
Ma, ma...che..." provi a balbettare immobile
- "Non sei qui per cosa professoressa"
Mi avvicino e ti annuso il collo. "Il tuo profumo di femmina è come lo immaginavo" e senti la mia lingua scorrere sulla tua pelle.
- "Lo sai perchè sono qui" quella voce ferma e decisa che tante volte ti ha fatto impazzire ora ti paralizza.
Non riesci a muoverti, non riesci a parlare.
Ti spingo contro il muro tenendoti le mani bloccate sulla testa e con la mia bocca sulla tua ti bacio.
Infilo una mano sotto la gonna salendo piano lungo le cosce mentre continuo a leccarti il collo.
Sei immobile, tremi con gli occhi chiusi.
Senti le dita infilarsi nei bordi del perizoma e poi uno strappo.
"Sono qui per questo" tenendolo tra le mani mi allontano e lo annuso.
E' intriso del tuo profumo, lo stringo tra le mani affondandoci il naso.
Resti allibita a fissarmi.
Lo metto nella tasca della giacca e ti prendo il braccio.
"Andiamo, questo è solo l'inizio" mi segui in silenzio.

Ti seguo in silenzio, ma la belva che hai svegliato dentro me non si placa…
Non so dove vuoi portarmi…non mi importa dove….so solo che qualunque posto è troppo lontano per la mia fame, per la smania che si è accesa in me al tocco delle tue dita…al contatto delle le tue labbra….alle carezze della tua lingua…
Un attimo e sento la mia nudità sotto la gonna….densi umori irrorano le mie cosce, non più fermati dall’indumento intimo che conservi, prezioso trofeo, dentro la tua tasca …
Sfrontato e arrogante il tuo blitz su di me…
Impudica e indecente sono io, nella mia voglia impellente , che non può aspettare…
Una brusca deviazione e ti trascino nello stanzino delle fotocopie, a quest’ora deserto…chiudo la porta e ti spingo sulla vecchia sedia nell’angolo semibuio…in un attimo sono a cavalcioni su di te, agevolata dalla mancanza del capo della biancheria che mi hai sottratto…
La bocca incollata sulla tua, le mie mani armeggiano con la lampo dei tuoi pantaloni…
Adesso sei tu ad essere allibito : una violenza da parte di una donna non ti era mai capitata…
Il tuo membro turgido e prepotente guizza fuori dai pantaloni e pare cercare da solo la sua sede naturale…
Ti sei zittito, non è più tempo di parlare, ma di agire…
La tua carne nella mia carne… il calore dei nostri corpi…. una cavalcata furiosa, ritmata dall’ansimare dei nostri respiri.
Su… su…sempre più su…ti sento entrare dentro di me…ti voglio sempre più dentro…ti spingo sempre più a fondo…nei più intimi recessi del mio grembo….là devi stare…e non uscirne più, penso, mentre mi sfianco su di te e rivoli di sudore e di densa rugiada scorrono lungo il mio corpo, scosso da fremiti, squassato da brividi, percorso da un’onda di piacere che mi lascia sfinita, inebetita…senza fiato…..non so neppure se hai goduto…tanto ero intenta ad assecondare il mio urgente, improcrastinabile bisogno di te.
Di te che solo sai calmare la mia fame…
Di te che solo sai placare la mia sete..
Di te che solo…..
La mia testa abbandonata sulla tua spalla, le tempie che martellano….il respiro affannoso che mi svuota la mente…senza più pensieri, se non uno: che sei mio…finalmente…