Questo blog contiene opere inedite i cui diritti sono riservati. Se le opere sono di vostro gradimento o ne volete riprodurre in tutto o in parte il contenuto siete invitati a contattare gli autori.
Sognerò di te
Del tuo corpo nudo
Delle tue valli e dei tuoi monti
Sarò con te
Nella tua stanza infinita
Nel tuo letto
Sotto le coperte
E tra le mie braccia tu
Sarai solo per me

E come monti che rompono il cielo
Ti ergi fiera sopra di me
E come dea che nasce dalle acque
Ti muovi sinuosa sul mio corpo

Tu sei la mia valle e su di te io corro
Io sono l'alto monte e su di me tu voli
Tu sei la mia luna e con il mio abbraccio
Io che sono il cielo scuro ti avvolgo
Tu sei la laguna
Io sono come venezia...

E dentro di te affondo

Me bee You flower

Sul tuo fiore
Poso la mia bocca
E succhio il nettare
Nutrendomi delle tue
Perle di desiderio

Sono io la tua ape di dicembre,
E non desidero altro...
Che posarmi sul tuo fiore.

Me flower You bee




Gocce di passione
Solcano la pelle
Perle di desiderio
Della mia corolla...

Brividi e sussulti
Scuotono la carne
Ora non resiste...
Più non può aspettare
Il desiderio mio di te!


Ape di dicembre,
Posati sul fiore...
Non c’è stagione
Obbligata
Per l’amore!
( LittleGreenStone)

Ho voglia di te

Ho voglia di te, delle tue labbra morbide
Che sia sotto di me
Del tuo sguardo dolce e fiero
In cui perdermi e sognare
Per dimenticare il tempo e sentire le tue carezze
E baciare il tuo corpo
Farsi sempre più audaci
E sentire il tuo respiro
Che si fonde col mio...
Solo io e te...e l'universo che guarda
Sì, così vorrei viverla!

Ho voglia di te… e di sapere perché
Non mi lascia mai solo
Il desiderio di te!

Ho voglia di te


Ho voglia di te, del tuo alito caldo
Che sia sopra di me
Dei tuoi occhi sicuri
In cui annegare il mio sguardo
Per passare le ore a contare i tuoi baci
E sentir le tue mani
Farsi sempre più audaci
E stare in silenzio ad ascoltare il tuo cuore
Che batte col mio…senza fare rumore
Così, persi nel blu di una notte infinita
Solo noi….e le stelle….
Sì, è questa la vita!

Ho voglia di te… e di sapere perché
Non mi lascia mai sola
Il desiderio di te!
( LittleGreenStone)

Gelosia

"Non ti bastavano tre avvocati, adesso un intero ufficio legale .... Puttana!"

Irrompo così nel silenzio della sala docenti aprendo furiosamente la porta.

La sala è vuota e tu sei seduta nella penombra. Il tavolo e il tuo volto appena illuminati da una lampada da tavolo.

"ma cosa...." accenni guardandomi sorpresa prima e incazzata poi per la furiosa intrusione.

"guardala come veste casta e pura al lavoro....la puttana" incalzo sbattendo la porta alle mie spalle.

"la notte quando fai la puttana negli studi degli avvocati...con le tue torce...non sei così casta ... vero sgualdrina!"

"io ...io ... Non so di cosa parli... Cosa vuoi... sei tu che mi hai costretta..."

"io? Io cosa puttana...non ti ho mai detto di farti scopare da quegli incapaci!"

Ti prendo e ti metto piegata sul tavolo.

" puttana....adesso ti sbatto qui... Nel posto dove fai la santarellina"

E abbasso con forza i tuoi pantaloni mostrando le tue chiappe sode e dure.

"pensi che non ti abbia riconosciuta in quella foto controluce che hai messo sul sito? Si vedeva bene il tuo culo sodo.....quello che io voglio sfondarti e che tu mostri orgogliosa a tutta la chat...puttana"

E con uno schiaffo ben assestato ti sculaccio ...

Passo la mano tra le cosce sul tessuto sottile del perizoma.

"guarda come sei bagnata Troia, hai già inzuppato tutto il perizoma"

E con uno strappo violento lo tiro via Tenendoti premuta con la testa sul tavolo.

"adesso mi prendo quello che mi appartiene"

Passo la mano di taglio sulle labbra bagnate e gonfie dal basso verso l'alto per lubrificare il tuo antro stretto e inviolato. Con il medio lo penetro mentre mugugni as occhi chiusi preparandoti a quello che ti aspetta.

Sai di essertelo meritato, di avermi istigato.... E ora aspetti eccitata la mia verga dentro te a punirti... A farti godere.

E non devi aspettare molto... La mia cappella già preme sull'ano stretto che si schiude.... Il tempo di farti abituare al bruciore... E tutta la mia asta penetra profonda dentro il tuo intestino ... Mentre una mano ti tiene piegata e l'altra ti sculaccia.

Urla di dolore che si trasformano in poco tempo in gemiti di piacere quando la mia verga inizia a pompare e le mie dita entrano nella tua figa.

Spinte sempre più veloci e le mie palle riversano dentro di te il mio seme caldo... Mentre gemiti soffocati annunciano il tuo piacere.

Ti sollevo baciandoti, e mi allontano dandoti le spalle.

"ci vediamo a casa tesoro"

Chiudi la porta e sparisco.

Gocce


Gocce calde del mio seme cadono copiose sulle labbra aperte della tua figa ....

Il tuo alveolo bagnato e pulsante accoglie il mio sperma denso ...

Cola lento e bollente nella tua cavità appena violata dalla mia verga prepotente...

E con ingordigia e fame lo ingoi nel tuo ventre...

E così...lentamente....il mio segno entra dentro te...e sei mia.

Provocazione.......perchè nel gioco infinito dell'amore so esser preda, ma anche cacciatore...

Sono le 15 di un giorno afoso d'agosto e sto morendo dal caldo.
Fortuna che sono da solo in ufficio ed ho potuto liberarmi di quei fastidiosissimi jeans.


Mi godo il fresco dell'aria che sfiora le mie gambe, solo un boxer verde scuro e la canotta che avevo in macchina.
Non deve venire nessuno ed anche la ditta delle pulizie sembra aver fatto festa.


Mi rilasso leggendo qualcosa su internet ed ascoltando RTL...grande invenzione lo streaming, penso canticchiando waka waka.
Troppo bello...mi addormento quasi...e non sento la porta aprirsi.
Dopo qualche minuto sei davanti a me.


Non so nemmeno se sto sognando o sono sveglio....cerco di mettere a fuoco...la testa mi gira, forse per la birra bevuta a pranzo o per il caldo.
Metto a fuoco e sei tu...davanti a me.
Resto imbambolato a fissarti senza dire una parola...mi fissi senza muoverti...
e con la voce ferma ed il tuo accento da michetta...
"Te l'avevo detto che se non la smettevi sarei venuta....
I leoni prendono, azzannano...ma non hanno fretta...prima aspettano, in postazione e guardano e ascoltano...e puntano la preda...prima di slanciarsi".


In silenzio continuo a fissarti.


"Te l'avevo detto che se avessi continuato a stuzzicarmi...sarei venuta a farti smettere!!....”


Mi stai di fronte, in quest’ufficio deserto di metà agosto.


Piccola, ma snella e flessuosa, con le curve nei punti giusti, sei ritta nella tua gonnellina a balze, troppo corta, che mette in mostra gambe nervose, nude e abbronzate nei sandaletti aperti; una spalla esce, libera, dalla scollatura troppo ampia della t-shirt, su cui,benché abbondante, si stagliano i capezzoli , che vi premeno liberi .


Mi guardi negli occhi, sfrontata, mentre un ciuffo ribelle dei lunghi capelli castani ti scende disordinato sulla fronte.


Tutto in te sa di sfida: lo sguardo, la voce, l’atteggiamento stesso…


Per un attimo non credo ai miei occhi, mentre ti riconosco…


Troppe volte ci siamo scambiati e-mail, troppe volte abbiamo parlato in msn…e anche se ho di te solo qualche foto ritagliata e ritoccata, in cui non ti sei lasciata mai vedere per intero, né riconoscere… tuttavia ti riconosco.
Tu, senza parlare, estrai dalla borsa un paio di manette, che mi tendi in silenzio…
Come da tacito accordo le prendo e, senza distogliere lo sguardo, le faccio scattare ai tuoi polsi sottili...
Tu, improvvisamente ammansita, ti inginocchi davanti a me alla lieve pressione delle mie mani sulle tue spalle.
Ora mi guardi dal sotto in su…con le manette è scattata anche l’intesa…quella straordinaria intesa tra di noi, consolidata in lunghi mesi di conversazioni silenziose , durante le quali ti ho guidata a conoscere via via il tuo corpo, a prendere confidenza con il tuo sesso…a interpretare le tue emozioni e a non averne paura…a comprendere i tuoi desideri più nascosti…ti ho accompagnata in quel particolare percorso intimo che fa di una ragazza una donna….
Non hai la vocazione della “esclave”, tutt’altro, ma…ma all’occorrenza sai entrare nella parte con grande disinvoltura, se il momento lo richiede….


e questo momento lo richiede…


Mi sembra d'impazzire....nel vederti davanti quando non ci speravo più…
…e invece tu sei qui, inginocchiata davanti a me, che mi guardi da sotto in su, con le labbra , piccole e carnose, dischiuse sui denti bianchissimi…
…sei qui, e ti posso facilmente indovinare nuda sotto gli indumenti estivi…
…sei qui, docile ed arrendevole………sei venuta solo per me…tutta per me…
Sento il fuoco della passione ardermi nelle vene...
…e il desiderio crescere e farsi prepotente e incontrollabile….
D’impulso mi abbasso i boxer ed estraggo il mio sesso, caldo e pulsante, lasciandolo libero verso il tuo viso...
muoio dalla voglia di fartelo toccare, di fartelo baciare e succhiare…ma mi trattengo…
Affondo le mani nei capelli e t’avvicino a me, alzandoti la testa:
“ E’ la mia sborra che vuoi, puttana? E’ questo che vuoi?”
“ Sì, la voglio”
“Te la faccio colare in una ciotola e te la faccio leccare come una cagna!”
Il gioco tra di noi è cominciato, come tante volte nelle nostre conversazioni in msn…solo che ora è tutto “live”.
“No, la voglio da te!” rispondi avvicinando la tua bocca.
“E allora succhiami il cazzo! Sei una troia, una fottuta troia!”
“Sono la tua troia!”
“Hai detto bene, sei MIA !!”
Non resisto oltre e ti infilo il membro in bocca.
“Succhialo! “ ti ordino, mentre ti obbligo ad ingoiarlo fino in fondo…
Ti guardo, mentre entra ed esce dalla tua bocca, piccola e rosea.
Ti guardo, mentre il mio sesso ti riempie le gote, deformando il tuo bel viso in una maschera gonfia, mentre le lacrime ti spuntano agli occhi…quando ti senti soffocare…
Voglio umiliarti e punirti per tutto il tempo in cui ti sei sottratta a me, per le volte che ti sei negata…
Voglio umiliarti per averti tanto desiderata:


“Tu sei mia, TUTTA MIA, posso fare di te quello che voglio! Schizzare sul tuo corpo, nel tuo ventre, fotterti, farti urlare, puttana, sputarti addosso e prenderti a calci, aprirti il culo e sfondarti…”


Non ribatti e continui a fissarmi negli occhi mentre proseguo a scoparti la bocca...
…e i nostri sguardi si incrociano…
…e non resisto alla voglia di baciarti…
sì, è istinto animale, quello che provo verso te, ma allo stesso tempo tenerezza…
una tenerezza che mi scende come un brivido lungo la schiena…una voglia di abbracciarti e di proteggerti…
una voglia di entrare in te e di annegarvi… di rimanere dentro di te per sempre…


E, benché abbia un desiderio estremo di cedere al piacere, tuttavia , con uno sforzo di volontà estraggo il membro dalla tua bocca, ti prendo in braccio e ti depongo sulla mia scrivania…
Affondo la lingua nella tua vulva rorida , tra le mucose gonfie: sa di spuma di mare, di muschio, di bosco dopo il temporale…
Sussulti e quasi subito esplodi in un getto tiepido tra le mie labbra, ma il desiderio percorre ancora le tue vene…
non sei estranea ad orgasmi multipli e questa volta continui a rispondere a queste mie carezze così sapienti…
e la mia lingua non ti basta più…
vuoi altro…
vuoi quello che sai spettarti di diritto…
Quando entrambi siamo al limite della resistenza, sollevo il viso dalle tue cosce e ti infilo il mio sesso…
ti penetro d’un colpo, come tante volte mi hai detto che ami essere presa…
sento le tue pareti circondare il mio membro, aderire strette ed elastiche come una guaina…
è vero…
è come mi hai detto…
calda e stretta…
e bagnata, come non ne ho sentite mai..!!


Questo contatto mi fa impazzire, regalandomi una sensazione mai provata prima,di enorme possanza, di proibito...
ti sento aderire tutta al mio membro, senza lasciare un millimetro di spazio vuoto...
uno sballo totale per me... e per te..
Ci amiamo così, con foga animalesca, tu dimentichi ormai le manette, alzi le braccia , ora sopra il tuo capo, ora circondando il mio collo, mentre ti pompo con frenesia...
Ci amiamo per molto...non so neppure per quanto, prima di accasciarci esausti, la testa che gira...
e uno sconosciuto senso di pace e di svuotamento per tutto il corpo...
...ci amiamo così, come nemmeno nelle più fervide fantasie abbiamo mai fatto..
in questa calda pausa pranzo di metà agosto..


Ci amiamo così...rincorrendoci come uccelli nel cielo sereno...
Ci amiamo così...io e te...nell'aria frizzante di un orizzonte azzurro...
Ci amiamo così...beccandoci e stringendoci...
Ci amiamo così...mentre tutto il mondo intorno...è solo spettatore

Davanti a tutti

Faccio visita al mio amico vicepreside.
Mi ha parlato in modo molto malizioso di come le nuove professoresse siano molto disponibili ed abbiamo deciso di fare un gioco.
Adesso siamo nell'aula docenti e attendiamo il suono della campanella divertiti per quello che succederà tra poco.
Ha appena diramato a tutte le insegnanti una convocazione per un'ispezione e a breve saranno tutte qui.

Il suono della campanella e gli alunni sciamano fuori dall’aula. Si sente il suono tumultuoso dei ragazzi che corrono fuori al termine delle lezioni.
Pochi minuti e le professoresse iniziano ad entrare nell'aula docenti.
Seduti al tavolo le guardiamo sfilare e posizionarsi davanti a noi in attesa, tutte rigorosamente con la divisa imposta da questa scuola rigida e attenta all’ etichetta: calze scure, scarpe con tacco 8, gonna appena sotto il ginocchio, camicia e giacca, capelli raccolti e registro sotto braccio.
Sono tutte tese e preoccupate: anche se l'ispezione è citata nel regolamento della scuola, nessuna di loro ha mai assistito a questa operazione.

Passano alcuni minuti e le professoresse sono tutte in fila, tutte tranne una ritardataria.
Il vicepreside su mia indicazione comunica che l'ispezione ha inizio e chiede alle professoresse di mettere il registro sulla cattedra e sfilare la giacca.
Obbediscono ammutolite ed un po’ sorprese, ma nessuna di loro osa dire una parola.
E' un lavoro di prestigio e sono disposte a sopportare anche questo pur di poter avere sul loro Curriculum questa esperienza lavorativa.

Prendo i registri ed inizio a sfogliarli con fare curioso.
Nel frattempo le professoresse vengono chiamate una ad una ed invitate a togliere la gonna e la camicia.
Un mormorio inizia a salire nella stanza per la richiesta alquanto anomala...ma un severo richiamo della mia bacchetta riporta l'ordine.
Timorose ed obbedienti lasciano cadere i loro abiti mostrando quanto può essere fantasiosa e perversa la mente di una donna nel nascondere sotto anonime divise completini decisamente sensuali ed eccitanti.

Quel piccolo spazio di arbitrarietà lasciato aperto dal regolamento è sfruttato al meglio e così mi ritrovo a guardare 7 stupende femmine seminude che in silenzio fissano le mie mani.

Si va dalla guepière alle autoreggenti, passando per improponibili collant e culotte. Le scarpe quasi tutte dei décolleté . Battendo appena la bacchetta tra le mani mi alzo ed inizio a passarle in rassegna come un generale di brigata, o forse come uno stalliere che passa davanti ai suoi cavalli. Di tanto in tanto con la bacchetta accarezzo i fianchi di una o dell'altra e noto reazioni di imbarazzo miste ad eccitazione.
Sono tutte tese ed aspettano impaurite quello che dovrà succedere.


All'improvviso si apre la porta ed una ragazza spaventata ed affannata fa capolino.

La sorpresa nel vedere quello che sta succedendo si legge chiara nei tuoi occhi.
Giovane, esile ma ben formata,sei decisamente interessante. Il vicepreside ti fa cenno di spogliarti e raggiungere le altre; tu frettolosa esegui.

E' decisamente evidente che sei molto più sensuale delle altre ed interpreti al meglio il rigore imposto dalla divisa della scuola.
Autoreggenti scure con fascia nera, scarpe décolleté con allacciatura alla caviglia, slip e reggiseno neri che mettono in bella mostra il tuo corpo.
Sei quello che cercavo.

Mi avvicino e inizio a premere con la mia bacchetta nodosa tra le tue cosce.
La faccio scivolare e salti quando i nodi strusciano tra le labbra della figa,
premendo sul tessuto degli slip,che risulta quasi inesistente per quanto sei fradicia!

La situazione ti ha eccitata da subito e mi fissi con i tuoi occhi fieri di femmina, che lasciano trasparire il tuo desiderio di abbandonarti alle mie mani.

Con la punta della bacchetta premo sul clitoride e sulla fessura. Faccio entrare il tessuto tra le mucose, facendoti bagnare ancora di più…
Resti immobile perchè hai capito il gioco e ti mordi le labbra. Hai i muscoli tesi.
Come se tu non esistessi, mi rivolgo al vicepreside:
“Guarda che cagna, questa, lo sapevi che era così?….Guarda come gode mentre le infilo la bacchetta dentro!!”
E premo sempre più velocemente.
Poi inizio a schiaffeggiarti la figa con la bacchetta e hai delle contrazioni all’addome, so che sei ad un passo dall'orgasmo ma ti trattieni, fiera di obbedire, fiera di essere trattata come una vacca al mercato delle bestie, fiera di essere l'oggetto delle mie attenzioni.

Continuando ad ignorarti, mi rivolgo a lui:
“Vuoi vedere adesso come esplode?”
Ti metto una mano tra le cosce , infilo due dita tra le piccole labbra, tenendo il perizoma tra le dita….le spingo fino in fondo e premo col pollice sul clitoride…Sei fradicia, sei un lago e sento le contrazioni delle tue labbra sulle dita.
Non riesci più a trattenerti e in un colpo solo esplodi e urli, squirtandomi in mano davanti a tutte, che stanno colando dalla voglia.
Mi rivolgo al vicepreside:
“Ok, ho deciso: prendo questa!”
E a te:
“Rivestiti, ora sei mia!” e ti bacio.

Ti svegli nel tuo letto sudata e fradicia tra le gambe: pensi ad un sogno e sorridi....ma un rumore di passi in cucina ti fa sussultare.

La visita inaspettata

La bidella bussa alla porta e ti dice che c'è una persona che ha chiesto di te nell'aula docenti.
L'ora di lezione è quasi finita e le rispondi di farla aspettare, sei ancora stanca per gli impegni delle ultime due settimane.
Quella gita ti ha un pò sconvolta, forse per le responsabilità, forse per gli orari, o forse per i lunghi dialoghi notturni.
Quei dialoghi che hanno in qualche modo messo in discussione qualcosa, quelle parole che non sei riuscita a tenere fuori, a far rimanere solo parole.
Ed ora chi è questo scocciatore che alle 13 del solito mercoledì pieno di impegni viene a disturbarti.
La campanella suona e gli studenti abbandonano l'aula di corsa, per loro la giornata è finita, per te è ancora solo all'inizio e non sai cosa ti aspetta.
Raccogli le tue cose, il registro, un cappottino leggero che appena arriva a coprire la gonna ampia.
Cammini distratta e sbuffando, con la sinistra tieni le tue cose e con la destra cerchi di sistemare i capelli.
Apri la pesante porta dell'aula docenti, a quest'ora completamente vuota,
lasci cadere rumorosamente il registro ed il cappotto sul tavolo
e sbuffi stizzita verso quella persona che sta guardando nel cortile affacciata alla finestra.

- "
Buongiorno, al bidella mi ha detto che ha chiesto di me"
- Senza voltarsi risponde "Si ho chiesto di te professoressa XXXXXXX".
Con tono ancora più stizzito per il tono diretto e quel TU così confidenziale:
"
Bene può dirmi con chi ho il piacere di parlare e come mai ha chiesto di me?"

sei molto irritata da questa situazione, e le tue reazioni sono piene dello stress accumulato negli ultimi giorni e
da una stato d'animo turbato, che non ti abbandona da quel giovedì in cui la notte ti sei trovata davanti ud un fatto che volutamente stavi ignorando.

Ti avvicini per cercare di scorgere il volto di quella figura che ora è in silenzio immobile.
Una voce nuova e sconosciuta, con un accento non definito, e quell'atteggiamento strafottente aumentano ancora di più la tua rabbia.

Sei ad un passo allunghi la mano sulla spalla..."
Senta non sono qui per..."
Non riesci a completare la frase.
La persona si volta ed una fitta ti paralizza.
- "Non sei qui per cosa? Continua professoressa"
Ti afferro il polso e mi avvicino quasi a sfiorarti.
- "
Ma, ma...che..." provi a balbettare immobile
- "Non sei qui per cosa professoressa"
Mi avvicino e ti annuso il collo. "Il tuo profumo di femmina è come lo immaginavo" e senti la mia lingua scorrere sulla tua pelle.
- "Lo sai perchè sono qui" quella voce ferma e decisa che tante volte ti ha fatto impazzire ora ti paralizza.
Non riesci a muoverti, non riesci a parlare.
Ti spingo contro il muro tenendoti le mani bloccate sulla testa e con la mia bocca sulla tua ti bacio.
Infilo una mano sotto la gonna salendo piano lungo le cosce mentre continuo a leccarti il collo.
Sei immobile, tremi con gli occhi chiusi.
Senti le dita infilarsi nei bordi del perizoma e poi uno strappo.
"Sono qui per questo" tenendolo tra le mani mi allontano e lo annuso.
E' intriso del tuo profumo, lo stringo tra le mani affondandoci il naso.
Resti allibita a fissarmi.
Lo metto nella tasca della giacca e ti prendo il braccio.
"Andiamo, questo è solo l'inizio" mi segui in silenzio.

Ti seguo in silenzio, ma la belva che hai svegliato dentro me non si placa…
Non so dove vuoi portarmi…non mi importa dove….so solo che qualunque posto è troppo lontano per la mia fame, per la smania che si è accesa in me al tocco delle tue dita…al contatto delle le tue labbra….alle carezze della tua lingua…
Un attimo e sento la mia nudità sotto la gonna….densi umori irrorano le mie cosce, non più fermati dall’indumento intimo che conservi, prezioso trofeo, dentro la tua tasca …
Sfrontato e arrogante il tuo blitz su di me…
Impudica e indecente sono io, nella mia voglia impellente , che non può aspettare…
Una brusca deviazione e ti trascino nello stanzino delle fotocopie, a quest’ora deserto…chiudo la porta e ti spingo sulla vecchia sedia nell’angolo semibuio…in un attimo sono a cavalcioni su di te, agevolata dalla mancanza del capo della biancheria che mi hai sottratto…
La bocca incollata sulla tua, le mie mani armeggiano con la lampo dei tuoi pantaloni…
Adesso sei tu ad essere allibito : una violenza da parte di una donna non ti era mai capitata…
Il tuo membro turgido e prepotente guizza fuori dai pantaloni e pare cercare da solo la sua sede naturale…
Ti sei zittito, non è più tempo di parlare, ma di agire…
La tua carne nella mia carne… il calore dei nostri corpi…. una cavalcata furiosa, ritmata dall’ansimare dei nostri respiri.
Su… su…sempre più su…ti sento entrare dentro di me…ti voglio sempre più dentro…ti spingo sempre più a fondo…nei più intimi recessi del mio grembo….là devi stare…e non uscirne più, penso, mentre mi sfianco su di te e rivoli di sudore e di densa rugiada scorrono lungo il mio corpo, scosso da fremiti, squassato da brividi, percorso da un’onda di piacere che mi lascia sfinita, inebetita…senza fiato…..non so neppure se hai goduto…tanto ero intenta ad assecondare il mio urgente, improcrastinabile bisogno di te.
Di te che solo sai calmare la mia fame…
Di te che solo sai placare la mia sete..
Di te che solo…..
La mia testa abbandonata sulla tua spalla, le tempie che martellano….il respiro affannoso che mi svuota la mente…senza più pensieri, se non uno: che sei mio…finalmente…

Obbedisci

“Di latte e di limone
Sa la mia fighetta
Zucchero e vaniglia
Son le mie tettine
Di zenzero e cannella
Profuma il mio buchetto”

“Cosa stai dicendo,bimba sporcacciona?”
Ma hai il cazzo duromentre parli….

“Leccami, stupido!
Passa la tua lingua
Ovunque sul mio corpo
Lasciavi una scia lustra
Di saliva!”

“Ma….”
Provi a protestare.
“Se non ti affretti adesso, non lo farai mai più!...”

Obbedisco
Ti mangio mio sorbetto
Adesso ti succhio
ti lecco
ti esploro
Sei il mio zucchero
La mia cannella
Sei il mio sorbetto
Ti sciogli nella mia bocca
Affondo la lingua nel tuo buchetto
Ti lavo
Ti asciugo
Sbavo sulla tua pelle
Ed ho fame di te...

Pensieri...non troppo seri...




Sei
Sei come l’acqua
Che scende
Piano, dietro le tende
Sei come il sole
Che splende, brucia
E confonde
Lo sguardo
Sei
Come un treno
In ritardo
Che odio , ma aspetto…
Sei come il freddo
Che morde
Sei come il nero
Che assorbe
Tutti i colori
E li perde
Dentro di sé….
Sei l’universo
Che c’è dentro di me